Gli interventi pubblici di un leader del calibro di Vladimir Putin sono oggetto di analisi da parte dell’industria mediatica e degli apparati d’intelligence. La propensione a dissezionare le apparizioni del presidente russo si è incrementata esponenzialmente a far seguito dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Diversi osservatori – prevalentemente afferenti la sfera mediatica – si sono concentrati su taluni aspetti del suo body language ponendo in evidenza presunte anomalie nella cinesica delle mani, apparse talvolta insolitamente statiche e irrigidite.
E’ il caso, primo fra tutti, del colloquio che Putin intrattenne con l’allora Ministro della Difesa Sergey Shoigu il 21 aprile 2022 per discutere degli avanzamenti militari sul fronte del Donbass. Nel video dell’incontro, oggetto di ampia diffusione, la sua mano destra “pinza” il bordo della scrivania, mentre dita e palmo della sinistra vi rimangono appoggiati, senza soluzione di continuità. La posizione del collo e del capo rispetto alle spalle pare contratta: si ha la sensazione che Putin sia quasi intimidito, come se a dover relazionare dovesse essere lui piuttosto che Shoigu.

La postura fu oggetto di notevole copertura mediatica e innumerevoli furono le testate che ipotizzarono l’insorgere di patologie oncologiche o neurologiche.
Analogamente, in un intervento di fine novembre 2024 Putin si rivolgeva all’Occidente per minacciare l’estensione internazionale del conflitto in caso di attacchi missilistici sul suolo russo. Nel video, le mani appaiono immobili e congiunte, quasi come se fossero editate in sede di postproduzione.

Anche in questo caso alcuni organi di stampa, come la tedesca Bild, specularono su eventuali patologie.
Infine L’Indipendente, lo scorso 11 dicembre, ha riassunto diverse voci inerenti il (presunto) precario stato di salute di Vladimir Putin, citando anche le recenti dichiarazioni di illustri politici italiani.
Il Cremlino ha sempre smentito.
In questa analisi OSINT, avviata nel corso del 2024, tentiamo di proporre un complesso fact-checking volto a verificare, con l’ausilio di tecniche di riconoscimento facciale e “detection” automatica degli arti, se sia possibile acquisire dati quantitativi di carattere storico sulla cinesi delle mani di Putin, con l’obiettivo di confermarne o smentirne il progressivo “congelamento”.
Sotto il profilo metodologico, gran parte della data analysis è stata realizzata da uno script in linguaggio Python implementato con le librerie DeepFace, MediaPipe e con il modulo di elaborazione video ffmpeg.
A partire dal 2014 e sino al 2025 compreso sono stati scaricati da Youtube e Yandex 29 video, di durata variabile, ritraenti un Vladimir Putin intento nel rilasciare interviste o nel parlare pubblicamente.
Per ciascun video è stata svolta la seguente routine:
- download con la libreria yt-dlp;
- segmentazione in frame con l’ausilio del software ffmpeg;
- estrazione, dal set di frame così ottenuto, delle immagini ritraenti un solo profilo facciale – quello di Putin – ed entrambe le sue mani. Il riconoscimento facciale è stato facilitato dall’impiego del modulo DeepFace, mentre la libreria MediaPipe è stata utilizzata per rilevare la presenza delle mani;
- pulizia del dataset dagli inevitabili (ancorché statisticamente gestibili) errori di rilevamento commessi dalle librerie utilizzate;
- calcolo, per ciascun set di frame identificante ciascuno dei 29 video originali, di un Hands Motion Index (a seguire: HMI) idoneo a stimare una misura della mobilità “radiale” di entrambe le mani di Putin rispetto ad un punto fisso: il centro del suo viso oppure, in alternativa, il centro geometrico del frame.
Per calcolare l’HMI è stato necessario, preventivamente, computare la posizione assoluta delle mani e del viso di Putin in ciascun frame, archiviando le informazioni posizionali in un file .json ancorato a ciascuna immagine:

Il dataset così ottenuto è stato impiegato per calcolare la serie storica dell’HMI fra il 2014 e il 2025, ma anche per visualizzare una “point cloud” (nuvola delle posizioni) illustrante in forma grafica la posizione relativa (rispetto al volto) delle mani di Putin in differenti segmenti temporali (es: 2014->2019 vs 2020->2025).
Per generare un HMI che fosse quanto il più possibile normalizzato e confrontabile (i video sono spesso di diversa dimensione, oppure viziati da setting mediatici non standardizzati e afflitti da livelli di zoom e posizioni della telecamera variabili – sia fra video che fra frame dello stesso video), l’indice è stato calcolato come la variabilità percentuale media della distanza delle due mani dal centro del volto. Quindi, abbiamo che:
- se l’indice è basso le mani restano a distanze piuttosto costanti dal viso (posizione relativamente stabile -> mobilità bassa);
- se l’indice è alto le mani si spostano frequentemente (variazione maggiore rispetto alla distanza media).
Il ciclo di analisi ha vagliato un totale di 271.245 frame. La serie storica dell’HMI è rappresentata in tabella:

Il grafico a barre mostra che l’HMI varia da valori minimi pari a 11 (anno 2022) sino a valori massimi pari a 31 (anni 2017, 2021). L’andamento, a prima vista, non sembra giustificare ipotesi inerenti una progressiva contrazione della mobilità manuale di Vladimir Putin, ma il quadro cambia sensibilmente se viene introdotto un elemento di ponderazione basato sul numero di frame disponibili per ciascun anno. Così facendo, emerge una leggera e progressiva riduzione della mobilità in diverse finestre temporali:
| INTERVALLI | HMI | NUMERO DI FRAME |
| 2014-2021 | 26,42 | 103094 |
| 2022-2025 | 20,30 | 168151 |
| 2014-2019 | 26,04 | 62923 |
| 2020-2025 | 21,59 | 208322 |
| 2014-2023 | 24,04 | 152461 |
| 2024-2025 | 20,80 | 118784 |
I valori minimi dell’HMI si manifestano, coerentemente con l’assunto di base dell’analisi, nei video in cui Putin denota un apparente deficit cinetico. E’ questo, ad esempio, il caso del video del febbraio 2022 in cui venne annunciata la cosiddetta “operazione militare speciale” nei confronti dell’Ucraina (HMI = 11; 27.220 frame analizzati).
Analogamente, i valori più elevati si manifestano in un video del 2021 registrato in occasione della conferenza stampa di fine anno (HMI = 31; 22.376 frame analizzati).
I dati aggregati per finestre temporali sembrerebbero confermare una sensibile riduzione della mobilità delle mani fra il primo e il secondo periodo osservato.
La visualizzazione dei dati sotto forma di “point cloud”, ovvero di “mappa grafica” che illustra la distribuzione, nello spazio bidimensionale, delle coordinate di ciascuna mano rispetto al viso in due periodi distinti (identificati con punti rossi – periodo meno recente – e blu – periodo più recente), sembra confermare tale ipotesi, limitatamente ad una piccola area rossa nel quadrante inferiore dell’immagine, potenzialmente coincidente con la riduzione del movimento in quella regione.
Intervalli temporali 2014-2019 (HMI = 26,04) vs 2020-2025 (HMI = 21,59):

Intervalli temporali 2014-2021 (HMI = 26,42) vs 2022-2025 (HMI = 20,30):

Intervalli temporali 2014-2023 (HMI = 24,04) vs 2024-2025 (HMI = 20,80)

Nel terzo ed ultimo caso, la contrazione della cinesica sembra incrementarsi più marcatamente se osservata nel decennio 2014-2023 rispetto al biennio 2024-2025.
Tali osservazioni quantitative sembrerebbero contraddette dall’osservazione empirica del body language di Putin in occasione dell’intervista “maratona” rilasciata lo scorso 19 dicembre 2025, nel corso della quale il capo del Cremlino sembra mostrare una normale disinvoltura nel gesticolare.
Inevitabilmente, questa analisi soffre di bias dovuti a diversi fattori: le differenze di contesto comunicativo e di setting (interviste, discorsi al podio, riunioni, lettura di testi, presenza di oggetti come microfoni o altri device che possono vincolare la gestualità); la variabilità delle condizioni di ripresa e di regia (distanza dalla camera, zoom, crop, angolazione, cambi di inquadratura, risoluzione e compressione); l’eterogeneità dei video in termini di durata e qualità complessiva, nonché la non perfetta comparabilità temporale dei campioni (numero di video e di sequenze disponibili per anno e possibile sovra-rappresentazione di specifici formati in determinati periodi).
A ciò si aggiungono bias indotti dalla pipeline automatica di selezione ed estrazione: la dipendenza dall’affidabilità di DeepFace nel filtrare i frame con solo volto, la sensibilità di MediaPipe a occlusioni, blur e pose non frontali nel rilevare in modo stabile entrambe le mani, e la conseguente selezione imperfetta dei frame “ammessi”. Ulteriori distorsioni possono derivare: dall’uso del centro del volto come riferimento (jitter del punto di riferimento e movimenti del capo che possono essere parzialmente assorbiti nella misura mano–volto); dalle approssimazioni di normalizzazione geometrica adottate (ad esempio la normalizzazione per diagonale del frame, che non equivale a una normalizzazione su scala facciale); dall’aggregazione statistica a livello annuale e per macroperiodi, che, pur robusta (mediana e ponderazioni), può ancora risentire della forte dipendenza dalle singole unità in anni con numerosità ridotta e dalla presenza di outlier residui nonostante la pulizia manuale.
Inoltre, si segnala come la riduzione della gesticolazione possa essere almeno in parte compatibile con l’avanzare dell’età. La letteratura scientifica disponibile documenta che, spesso, anziani e giovani compiono, in proporzione alle parole pronunciate, una quantità simile di movimenti delle mani. Si notano però alcune differenze quando si analizza che cosa le mani stanno facendo. Con l’età si riducono soprattutto i gesti “iconici” o “rappresentativi”, vale a dire quelli che illustrano visivamente il topic: mimare la forma di un oggetto, indicarne la dimensione, riprodurre con le mani un movimento o una traiettoria. Gli anziani, rispetto ai giovani, ricorrono meno a questo tipo di cinesica che aggiunge contenuto informativo alla rappresentazione discorsiva. Al contrario, i gesti più semplici e meno legati al contenuto – ad esempio i gesti ritmici che marcano l’andamento della frase – sembrano mantenersi anche nella terza età (v. Ozer-Goksun, 2020). Questa dinamica potrebbe teoricamente spiegare la contrazione dei movimenti manuali di Putin rilevata con l’analisi dei frame a partire dal 2014 (quando lo “Czar” aveva 62 anni) rispetto ad oggi (73).
In conclusione, l’analisi dei dati sembra confermare una lieve riduzione della cinesica nel movimento delle mani di Putin nel corso degli ultimi anni, sebbene permangano numerosi interrogativi sull’affidabilità del metodo adottato. Quest’ultimo gioverebbe certamente di un fine tuning basato, quanto meno, su due interventi principali:
- significativo ampliamento della base dati (video) per ciascun anno;
- segmentazione di ciascun video in tanti video derivati quante sono le diverse inquadrature e livelli di zoom, al fine di neutralizzare le variabili di regia.
In ottica comparativa, può risultare di interesse un piccolo test di controllo effettuato riproducendo la medesima analisi sin qui esposta sul conto di un altro “ageing leader”, vale a dire il presidente statunitense Donald Trump.
In questo caso, sono stati esaminati un totale di soli 53.065 frame estratti da video risalenti agli anni 2015-2020 e 2024-2025. La disponibilità di materiale valido per l’inquilino della Casa Bianca si rivela rarefatta rispetto alla controparte di Mosca, atteso che le regie statunitensi tendono a inquadrare prevalentemente il volto dei personaggi, o comunque la parte superiore del busto, tagliando le mani fuori dall’inquadratura. Spesso, peraltro, è frequente l’uso di piedistalli e podi che viziano staticamente la posizione delle mani rendendo più complessa la computazione dell’HMI.
Fatta eccezione per gli anni 2021-2023, nei quali la Casa Bianca era “occupata” dal predecessore Joe Biden (con riduzione dell’esposizione di Trump a contesti compatibili con l’acquisizione di dati utili) l’andamento dell’HMI si mostra parimenti altalenante.

Al contempo, la misura aggregata e ponderata dell’HMI per i due periodi 2015-2020 e 2024-2025 sembra evidenziare, anche per Trump, una leggera contrazione della cinesica.
- Anni 2015/2020 – HMI: 11,9
- Anni 2024/2025 – HMI: 8,1
Analogamente, il trend sembra parzialmente confermato previa plotting della “point cloud”.

Naturalmente, anche in questo caso valgono le medesime considerazioni prudenziali già in precedenza espresse.

